• Andrea from Green Island

Il Made in Italy e la biodiversità del territorio Italiano

Qual è il vino più buono del mondo? Il vino italiano!

(…a pari merito con quello francese 🤫 )

E il formaggio più buono? Quello italiano naturalmente!

(Impossibile battere il Parmigiano Reggiano )

E secondo te… l’olio più buono? Orgoglio italiano

(siciliano precisamente)

L’Italia non è solo il più grande museo del pianeta ma anche uno dei orti più floridi. La nostra biodiversità è celebrata ovunque e spesso siamo noi stessi a non esserne consapevoli. Da nord a sud, i tanti microclimi di matrice mediterranea permettono di coltivare e produrre un’infinita varietà di materie prime che tutto il mondo ci invidia. Questa bellezza agroalimentare è seriamente minacciata da coltivazioni industriali volte ad aumentare la resa del terreno, omologando le produzioni con altissimi costi in termini energetici, di inquinamento e di impoverimento minerale del suolo.




In Italia vivono 63 milioni di persone, meno dell’1% della popolazione mondiale 🌍. In questo fantastico territorio coesistono diverse culture e tradizioni ma una cosa accomuna tutto il popolo italiano: l’attitudine.

Gli italiani hanno la capacità innata di mirare alla perfezione quando si parla di manifattura e agricoltura, di cura e raffinatezza. Questa nostra peculiarità ricorre caratteristica nelle imprese a conduzione familiare, piccole realtà dove si sente davvero il valore di comunità. È proprio in questi ecosistemi che il Made in Italy viene consacrato.

In Italia, secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), ci sono più di 7.000 diverse specie vegetali commestibili, il numero più alto di vitigni autoctoni nel mondo – 80 varietà per l’esattezza - e svariate tipologie sia di frutti che di cereali. Siamo il Paese in cui si incontrano le brezze del mare Mediterraneo e i venti degli Appennini e delle Alpi, dove l’aria minerale delle coste si incontra con i vapori sulfurei dei vulcani.

Abbiamo il dovere di dare valore a questa diversità, celebrandola con forza.

La prosperità della nostra terra, insieme all’ingegno del popolo italiano che con abnegazione unisce tradizione e innovazione, ha portato a regalare al mondo prodotti di una eccellenza impareggiabile.

L’aceto balsamico, il parmigiano, la mozzarella, il vino passito, solo per citarne alcuni.


“La riduzione della biodiversità, da tutti i punti di vista - da quello del sapore, del gusto, della gastronomia, della salute e della nostra stessa sopravvivenza - è una pura follia. […] la diminuzione di biodiversità è tale che potrebbe portare all’estinzione di una specie vivente su dieci entro la fine di questo secolo. Una velocità di estinzione talmente elevata […] da far temere che la Terra stia attraversando la sesta grande estinzione di massa. Con l’ultima, la quinta – sessantacinque milioni di anni fa – scomparvero i dinosauri.”

(Da: S. Mancuso, C. Petrini, Biodiversi, Giunti - Slow Food Editore, 2015)


L’industrializzazione dell’agricoltura non permette alla biodiversità di ricevere il valore che merita. La scomparsa di specie di piante e di animali è sempre più frequente e il FAO stima che il 75% delle varietà vegetali è ormai perso irrimediabilmente.

È difficile per tutti rendersi conto di cosa ci sia dietro il cibo che consumiamo giornalmente, ovverosia essere consapevoli dell’impegno e la dedizione che servono per permetterci ogni giorno di avere cibo sulle nostre tavole. Questa superficialità ci porta a credere che mangiare un ortaggio fresco di stagione o un ortaggio importato dall’altra parte del globo non faccia differenza, sia per la nostra salute, sia per l’ambiente in cui viviamo… ma non è cosi!

Con Green Island ci poniamo l’obiettivo di avvicinare le persone alla natura e al cibo vero, esaltando la biodiversità che l’Italia ci regala 🥦

Per fortuna, esistono realtà che negli anni hanno permesso di affrontare questi temi, proponendo sfide innovative e coinvolgenti.

Da una partnership tra Eataly, Arcoiris, unica azienda sementiera italiana esclusivamente biologica e la Fondazione Slow Food, è nato nel 2017 il progetto Seminiamo la biodiversità che si pone l’obiettivo aiutare le piccole aziende e i contadini a registrare nei cataloghi pubblici alcune varietà a rischio di estinzione, consentendo loro di poter vendere autonomamente i propri semi e garantendo alle varietà la necessaria. Se volete saperne di più su questa splendida iniziativa potete dare qui un’occhiata.


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